Le mani, con le quali ci laviamo, ci vestiamo, lavoriamo, mangiamo, facciamo l’amore, tocchiamo e accarezziamo gli altri, accarezziamo noi stessi… senza di loro tutto diventa più difficile!
Dicono che nelle mani si vede la vera età della persona, e credo che sia proprio così.
Le mie sono diventate vecchie, quasi deformate, sgraziate, non più delicate come una volta, ma sono ancora forti, mi permettono di fare tante cose che senza di loro non riuscirei… fissare un bottone, riparare tante camicie, pantaloni, fare la maglia regalando capellini di lana per coprirsi il capo a chi voglio bene (ma anche a chi ne voglio un po’ meno…), sbuccio le patate, taglio l’aglio e la cipolla, ingredienti casalinghi e sostanziali di una cucina. Avrebbero anche voluto sfornare il pane, ma riesco solo a fare toast, ma con burro e marmellata per dare un sollievo all’anima allora del tè, o altre volte preparano le fettine della “mela partita (condivisa)”, che riesce anche lei a fare sentire l’”altro” coccolato ed amato.
Con le mie mani scrivo, a mano o grazie a una tastiera!
Scrivo quello che vorrei e tante volte quello che non posso, riescono a trasformare in parola scritta pensieri che in nessuna altra forma riescono a esprimersi. E anche lì, che fatica! Tante lingue diverse, oramai un po’ mescolate, a volte un po’ storpiate, tante consonanti una dietro all’altra e certe volte dove non dovrebbero. Il suono di tutte queste consonanti è diverso, al mio udito, secondo la lingua in cui sto pensando, come quando si sogna a colori o in bianco e nero. Perché? Chissà, non lo sapremo mai.
E poi, le mani, sempre, possono essere fonti di atti di bontà, o di cattiveria, possono essere dolci e morbide o dure e testarde, come quando si tenta di fare passare con l’ago un filo molto grosso attraverso una tela spessa di un tessuto d’inverno. E d’inverni ce ne sono stati troppi! Tanti, pieni di ricordi, pieni di fili intrecciati che vanno conformando la tua vita.
E’ successo tutto per caso o sono io che ho scelto ogni volta l’indirizzo da seguire? Non c’è una risposta definitiva. Mi è sempre sembrato che ci siano persone che hanno progettato la loro vita prima di averla vissuta, mentre, al contrario, a me pare che mi siano successe cose che non avrei mai immaginato di vivere, fatti, persone, avventure, dolori, allegrie, non cercate e arrivate certe volte come dal misterio della vita stessa… sono stata intelligente, sensibile? O sono stata sciocca, credendo a tante persone, nei confronti delle quali non avevo grande interesse, né loro nei miei, eppure se è andata così ci sarà un perché.
Non avere rimpianti sarebbe stupido, poco intelligente e saggio, ma pensare di aver potuto fare diversamente, cambiare la pellicola mentre la stanno proiettando, potrebbe piacere a tanti, e probabilmente piacerebbe anche a me.
Le mani, sempre le mani…
Porto con orgoglio l’anello che era di mia madre, grande, antico, prezioso, come per me è la mia famiglia e non me ne disfarei mai per nessun motivo, è parte di me!
Come lo è quell’altro anello piccolo piccolo, altrettanto bello e delicato, che nella foto quasi non si vede! Mai anello fu regalato con tanto amore e devozione, in un momento nel quale le nostre vite stavano cambiando, lasciando un mondo per un altro, tutto diverso, tutto strano, tutto lontano da noi, ma che ci faceva sentire ancora più vicini. Neanche di lui potrei disfarmi.
E quella pietra di lapislazzuli del Cile, azzurra come il cielo del mio paese, intenso, che rivedo insieme alle cime delle montagne limpide e orgogliose, che denotano le mie origini, che danno un piccolissimo segnale, ma che dentro di me è molto più grande e forte di quello che avrei mai pensato.
Con queste mani ho amato il mio uomo, accarezzato mia madre, abbracciato mio padre, ho tenuto in braccia mio figlio neonato, ho cercato di consolare chi se ne andava, ho rallegrato chi restava, preparato un po’ la vita.
Si vedono più vecchie? Certo, lo sono, e stanno sempre con me.